Blog

Servizi di supporto psicologico

Offro percorsi di sostegno psicologico personalizzati, rivolti a diverse fasi della vita e a differenti bisogni emotivi e relazionali

Chi sono

Sono la Dott.ssa Stefania Sacco, psicologa clinica e di comunità, specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale.
Ho scelto questo lavoro perché credo nel valore delle relazioni e nella possibilità che, attraverso uno spazio di ascolto autentico, le persone possano ritrovare significato, equilibrio e nuove modalità di stare con sé stesse e con gli altri.

Autostima e relazioni: quando il modo in cui ti vedi nasce dai legami

Ci sono momenti in cui il modo in cui ti guardi sembra cambiare a seconda di chi hai accanto.

In alcune relazioni ti senti più sicura, più centrata, più “te stessa”. In altre, invece, emergono dubbi, insicurezze, una sensazione sottile di non essere abbastanza. E allora la domanda arriva quasi inevitabile: ho un problema di autostima?

Spesso siamo abituati a pensare all’autostima come qualcosa di individuale, quasi una qualità interna da costruire da soli. Ma questa idea, per quanto diffusa, rischia di essere riduttiva.

L’autostima non nasce nel vuoto.
Prende forma, nel tempo, dentro le relazioni.

Autostima e relazioni: perché non sono separabili

Quando si parla di autostima, si tende a immaginare una sorta di “valutazione interna” che facciamo di noi stessi. Ed è vero, in parte. Ma questa valutazione non si costruisce in modo isolato.

Si forma attraverso gli sguardi che abbiamo ricevuto.

Le prime esperienze relazionali – familiari, affettive, educative – contribuiscono a definire il modo in cui impariamo a percepirci. Non tanto per ciò che viene detto esplicitamente, ma per come ci siamo sentiti dentro quei legami.

Sentirsi accolti, riconosciuti, ascoltati lascia una traccia.
Così come sentirsi ignorati, criticati o costantemente messi in discussione.

Con il tempo, queste esperienze diventano una sorta di “voce interna” che continua a parlare anche quando gli altri non ci sono più.

Ecco perché, spesso, il problema non è semplicemente “avere poca autostima”, ma aver interiorizzato un certo modo di essere visti nelle relazioni.

Non è solo come ti vedi, ma come hai imparato a vederti

Molte persone convivono con un senso di inadeguatezza senza riuscire a spiegarselo fino in fondo.

Si impegnano, cercano di migliorarsi, provano a cambiare il dialogo interno. Eppure, qualcosa sembra tornare sempre allo stesso punto.

Questo accade perché l’autostima non è solo un pensiero da correggere, ma una costruzione relazionale profonda.

Il punto non è convincersi di valere di più.
È comprendere da dove nasce quella sensazione di non valere abbastanza.

Quando le relazioni influenzano l’autostima (anche da adulti)

Anche nelle relazioni adulte, il modo in cui ti senti può cambiare in modo significativo.

Alcuni legami rinforzano una percezione stabile di sé. Altri, invece, riattivano fragilità già presenti.

Per esempio, in relazioni caratterizzate da forte bisogno di conferma o paura dell’abbandono, il proprio valore può diventare dipendente dall’altro. In questi casi, è facile ritrovarsi dentro dinamiche simili a quelle descritte nella dipendenza affettiva, dove il legame diventa il principale regolatore dell’equilibrio emotivo.

Allo stesso modo, quando i confini relazionali sono poco chiari, può diventare difficile distinguere ciò che senti da ciò che proviene dall’altro. Questo aspetto è approfondito nel lavoro sui confini relazionali, che rappresentano una base fondamentale per il senso di identità personale.

In queste situazioni, parlare di autostima senza considerare il contesto relazionale rischia di essere limitante.

L’autostima non è un tratto fisso

Un errore comune è pensare che l’autostima sia qualcosa di stabile, quasi una caratteristica immutabile della persona.

In realtà, è molto più dinamica.

Può cambiare nel tempo, nelle fasi di vita, nei contesti e nelle relazioni. Ci sono momenti in cui ci sentiamo più solidi, altri in cui emergono fragilità.

Questo non significa che “stiamo peggiorando”, ma che alcune parti di noi stanno entrando in contatto con esperienze relazionali che le attivano.

Il punto, quindi, non è eliminare queste oscillazioni, ma iniziare a leggerle.

Comprendere l’autostima: un passaggio nella crescita personale

Parlare di autostima in modo più profondo significa spostarsi da una logica di “miglioramento” a una di comprensione.

Non si tratta di diventare più sicuri in senso assoluto, ma di riconoscere il proprio funzionamento emotivo e relazionale.

In questo senso, il tema dell’autostima si intreccia con il percorso di crescita personale, intesa non come perfezionamento, ma come maggiore consapevolezza di sé.

Capire come si è costruito il proprio modo di vedersi permette, nel tempo, di sviluppare uno sguardo più flessibile e meno giudicante.

Non si tratta di “aggiustarsi”, ma di capirsi

Molte persone arrivano a interrogarsi sulla propria autostima con l’idea di dover “sistemare qualcosa”.

Ma spesso il passaggio più importante non è cambiare subito, bensì comprendere.

Comprendere come alcune insicurezze si sono formate.
Comprendere quali relazioni le hanno rinforzate.
Comprendere cosa continuano a significare oggi.

È in questo spazio di comprensione che può iniziare un cambiamento più autentico.

Se leggendo ti sei ritrovata in alcune di queste dinamiche, potrebbe avere senso fermarsi ad approfondirle con più calma. A volte il modo in cui ci vediamo porta con sé storie relazionali che meritano di essere ascoltate con attenzione. Se senti il bisogno di uno spazio in cui dare senso a questi aspetti, puoi trovare tutte le modalità per un primo contatto nella pagina contatti, oppure scegliere di scrivere direttamente su WhatsApp o via email a info@stefaniasacco.it.

Qualora sentissi il bisogno di un confronto, possiamo parlarne insieme.

Qualora sentissi il bisogno di un confronto, possiamo parlarne insieme. Esercito a Bitetto, operando anche su Bari, provincia e online.

Condividi l'articolo

Articoli correlati